18. July 2020 - 17:00 till 19:00
Pubblico Passeggio, Piacenza
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Da' voce al rispetto: sì alla legge contro omolesbobitransfobia | Saturday, 18. July 2020

In questi giorni alcune piazze di città italiane, tra cui Piacenza, saranno occupate da chi vuole “restare libero” di discriminare e seminare odio, opponendosi al disegno di legge contro l’omolesbobitransfobia e la misoginia. Noi vogliamo invece riempire la nostra città di messaggi positivi. L’approvazione di una buona ed efficace legge dipende anche da noi. Mobilitiamoci tutt* insieme per fare un importante passo di civiltà. Vi aspettiamo!



Arcigay Piacenza Lambda Piacenza Pride Non Una Di Meno - Piacenza Agedo Milano



#spazzalodio #davocealrispetto



Campagna nazionale:

Da' voce al Rispetto

www.davocealrispetto.it





E prima del flashmob, un messaggio dalle amiche, amic* e amici di Non Una Di Meno Piacenza:



"La violenza è “uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono relegate in una posizione subordinata”, perciò la sua natura è “strutturale” e, “in quanto basata sul genere”, si rivolge, oltre che contro le donne, anche contro le soggettività LGBT*QIA+, colpendole cioè proprio a partire dalla loro identità e/o scelta di genere e sessuale. Pertanto, oltre che di violenza maschile contro le donne, è necessario parlare di violenza di genere."



Di più, occorre smascherare la violenza propria dell’imperativo sociale che ingiunge di riprodurre i soli generi binari - uomo/donna - a sostegno di un’eterosessualità obbligatoria. Questa violenza, che noi definiamo violenza dei generi, impone di identificarsi con un maschile o un femminile universalmente dati, ossia con il genere assegnato alla nascita, e di adeguarsi al ruolo sociale per esso previsto. Intendendo con genere una nozione socialmente e storicamente costruita, e non necessariamente legata al sesso biologico, è possibile quindi rendere visibile la matrice comune della violenza che colpisce, insieme, le donne e tutte le soggettività che a tale norma binaria si sottraggono"





Così abbiamo scritto nel nostro Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere. Prendiamo parola nel dibattito in corso e così continuiamo a pensare in questi giorni in cui va in scena il dibattito sulla proposta di legge contro l'omolesbobitransfobia perchè ci riguarda.





Sappiamo bene quanto il nostro sistema giuridico italiano continui a riprodurre sessismo ed eterosessualità obbligatoria. Non possiamo che accogliere con favore gioire di fronte ad una proposta di legge che prova a tutelare diverse le libere soggettività che non si conformano con la violenza della norma eterosessuale socialmente imposta e alla divisone binaria uomo/donna e a dare spazio nel nostro ordinamento a un tentativo di scardinare le norme binarie. La violenza strutturale che colpisce le gay, lesbiche, bisessuali, trans*, ***** e chiunque si sottragga a questo binarismo è pervasiva e quotidiana, spesso sommersa proprio perchè denunciare queste violenze espone spesso a nuove forme di discriminazioni e perchè gli strumenti di difesa attuali sono insufficienti. Consapevoli della parzialità dello strumento penale, continuiamo a lottare per una liberazione culturale delle relazioni dalla visione costrittiva e violenta del patriarcato.

In questa direzione sosteniamo la moltiplicazione degli spazi femministi, come Questa proposta di legge, inoltre, istituisce i "centri per il sostegno delle vittime di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere" previsti dalla pdl colmando un vuoto gravissimo. Sono troppo poche, infatti, le strutture che accolgono e accompagnano in percorsi di fuoriuscita dalla violenza le persone LGBTQIA+: troppo spesso le donne trans si trovano escluse dai centri antiviolenza ; troppo spesso ragazzi gay che scappano da famiglie violente non hanno dove andare ; troppo spesso donne lesbiche che in una relazione abusante si trovano sottoposte ad un doppio stigma. Che si La moltiplicazione di luoghi di rifugio e supporto in cui per chi si sottrae combatte battaglie contro la alla violenza patriarcale, all'omolesbobitransfobia e al sessismo possa trovare rifugio e supporto è un avanzamento necessario.

Le reazioni di contestazione scatenate da parte del cosiddetto movimento

no-gender, in linea con quanto accade in Ungheria e Romania, dove

durante la pandemia sono state introdotte misure che vanno a privare

dei diritti civili le persone LGBTIQA+, ma anche le critiche e gli

attacchi di un femminismo che non condividiamo e che pretende di

tutelare una presunta identità femminile contro quelle "di genere", sono

per noi due facce della stessa medaglia, perché una vuol sopprimere una

libertà e l'altra afferma la libertà sulla base di un falso biologismo.



Infine, Crediamo sia centrale che si parli di identità di genere oltre che di orientamento sessuale. Sappiamo, da femministe e trasnfemministe, quanto l'imposizione di un'identità di genere (ad esempio quella della donna eterosessuale, madre, che cura e nutre) sia possa essere una violenza quotidiana. E a partire dai nostri corpi sappiamo che non ci sono verità nel sesso biologico, ma condizioni materiali di oppressione che su quel sesso si costruiscono. Per questo sì, lottiamo anche per dare spazio a identità di genere impreviste e imprevedibili. E di questa lotta le persone trans e non binarie sono parte integrante.

Identità di genere e orientamento sessuale, accanto a sesso e genere, devono giustamente essere collocate insieme ai già vigenti divieti di discriminazione per razzializzazione. Siamo consapevoli, infatti, dell'effetto moltiplicatore delle violenze in base al loro intreccio e siamo in movimento per rendere favolose le vite di chi ne subisce le conseguenze.



Abbiamo un Piano e da sempre rivendichiamo, contro la violenza

strutturale e sistemica, piena autodeterminazione. Vogliamo

un'educazione alle differenze nelle scuole di ogni ordine e grado, un

reddito di autodeterminazione slegato da lavoro e famiglia e un permesso

di soggiorno europeo senza condizioni . Reclamiamo più centri

antiviolenza, autonomi, per le donne e per persone LGBTIQA+, la fine della rettificazione genitale alla nascita per le persone intersex e la piena depatologizzazione dei percorsi di transizione, l’eliminazione delle cosiddette terapie di riconversione.



Non Una Di Meno



#nonunadimenopiacenza

#nonunadimeno